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Un Blog francamente superfluo

Tag: Twitter

Conflitti di civiltà, Twitter e tossine assassine

by AsinoMorto

E niente, ciascuno fa le ferie che merita e a me tocca farle a casa e in agosto, periodo dell’anno in cui fino a ieri la piadina costava il doppio, facevi la fila per andare ovunque, c’era caldo e non succedeva niente.

Ora che la piadina costa sempre il doppio ma in giro non c’è nessuno, sembra ottobre e se ti distrai un attimo ti trovi in mezzo a controrivoluzioni reazionarie, terze guerre mondiali e manovre correttive, rimane il fatto che il tempo libero indulge nella frequentazione più assidua della nota piattaforma di microblogging denominata “Twitter”.

Ieri il tema era come opporsi all’ISIS, freschi freschi di genocidi e decapitazioni di freelance e visite di Presidenti di Consiglio in Iraq.

E succede che ieri la Commissione difesa e esteri decide di “fornire armi ai curdi” (sintesi estrema, la cui valenza si proverà a descrivere nel seguito).

E succede che su Twitter il tema del giorno è “sei d’accordo con fornire le armi ai curdi ?” (sintesi ancora più estrema, la cui importanza eccetera eccetera) o, meglio: “vuoi fermare il genocidio fornendo le armi ai curdi, visto che è l’unica soluzione possibile ?”

Se vuoi, continua qui.

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L’indicibile violenza delle lucciole nel cielo

by AsinoMorto

Io sono asino morto e sono una lucciola.

E sono vigliacco, nascondo la mia identità dietro un anonimato che può essere svelato solo con più di cinque click, richiede addirittura una ricerca con Google.

E dicono che sono violento, di una violenza frustrata e sorda, di periferie impotenti e degradate. Di chi non conta niente.

Ma non è forse violenza affermare tutto ciò ?

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Cessi trasparenti e educazione della gioventù. Su #letroiedellamiascuola

by AsinoMorto

Grande movimento in queste ore su Twitter, dove sta “spopolando” il tag #letroiedellamiascuola, sparato nei Topic Trend dalla solita tetragona coesione dei Bimbiminkia.

E se non conoscete il significato delle parole (nell’ordine) Twitter, spopolare, tag, Topic Trend, bimbiminkia, mi dispiace per voi, temo che non troverete nessuna spiegazione in questo post.

Sono però convinto che tutti sappiate cosa significa “troia” e quindi forse è da qui che bisogna partire. Perché, temo, il rischio è che alla parola “troia” tutto rischi di finire.

Perché, temo, tutti gli adulti che si trovavano su Twitter e hanno letto “troia”, hanno immediatamente derivato dall’uso del termine, poco corretto, irrispettoso della parità di genere, volgare e rozzo, che si trattasse di: bullismo (anche alla luce di recenti e tragici fatti di cronaca), misoginia, uso distorto della rete che richiede “cultura digitale”, scarsa fiducia nel futuro causa generazione di disgraziati e via (e)scatologicamente elencando.

Dove qui per “immediatamente”, si intende con grande senso civico, in buona fede, assai attenti al futuro della gioventù, ma senza leggere i tweet e senza provare a capire la questione, prima di giudicarla.

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Il più figo di Twitter e le tette alla Gelateria Lazzarini

by AsinoMorto

C’è questa cosa degli award (si dice così) sulla Rete, il blog più fico, il twittero più gnocco, la twittera più toga.

E qui è tutto un pro e contro e un chicazzo e un mavaffa, ma ci sono anche i chebello e i votantonio, conditi da varidistinguo e qualche analisiaraglio.

E io che non sono snob, semmai dandy, che faccio, mi astengo da dire la mia ? Certo che no, dico io.

Certo che no.

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E che vi esca il sangue dal naso per lo sforzo

by AsinoMorto

E niente, dopo aver manifestato varie volte la mia snobistica contrarietà ai decaloghi sull’uso di Twitter, alla lista della spesa e ai consigli per gli acquisti, con ineccepibile coerenza, mi vene da dire qualcosa sulla questione, anche se ammetto di non avere le idee chiare, perché la rete è grande e liquida e beato chi la capisce.

Allora, non so, potrei far notare che nel west c’è sempre qualcuno che spara più veloce e il rischio è quello di spararsi sui piedi. Che qui sta a significare che non devi farti prendere dalla mortale sindrome del retweet immediato, dalla smania di arrivare primo, tanto famoso non lo diventi, ma è certo che diffondi cacca in giro per la rete.
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