Nel profondo

di AsinoMorto

Da giovane ero un sommozzatore, di quelli che scendono nel profondo, alla ricerca di materiale sperduto, chiglie danneggiate, condotte intasate.

E di cadaveri. Quanti cadaveri in automobili nei fossi, natanti affondati, piccoli aerei precipitati, scatole fracassate per regali di morte. In fondo la cosa non mi creava problemi e poi chissenefrega, morti senza nome che puoi solo seppellire e ciao.

Fino a quel giorno di ottobre, tanti anni fa. Sembra oggi, il barcone affondato pieno di africani, negri e morti di fame, quasi tutti morti.

Sapete, io non ero razzista, ma quella gente se ne stesse a casa loro che qui da noi eravamo già stretti e si fatica ad arrivare a fine mese con lo stipendio da sommozzatore e la crisi che mordeva e le tasse e quei politici a mangiarsi tutto.

A me quei negri, gli zingari, insomma tutta quella merda clandestina di persone con tutte le loro moine, stronzate, abitudini diverse, Maometto e usanze loro e cibo da schifo, insomma, cosa volevano da me quelli ? In galera o a casa loro.

E mi toccava anche scendere sotto e andarli a riprendere uno a uno, tutti morti, mai visti tanti tutti assieme, piegati, deformati, facce digrignate come in quella poesia, tutti ammassati, morti uno sopra l’altro, come animali. Peggio per loro.

Ma quando ormai li avevamo ripescati tutti e il lavoro era quasi finito, l’ho vista, appena nascosta in una rientranza della parete, a prua, nell’ombra.

E sono rimasto lì, immobile, impietrito, respirando piano, per non disturbare, per risparmiare ossigeno, come in preghiera, ecco, l’ho detto, come in preghiera, ho pregato come non avevo pregato mai, che io sono uomo di chiesa ma la domenica, buongiorno e buonasera, non mi ero mai sentito così, nel profondo.

E alla fine, quando ormai l’ossigeno era quasi terminato, quando il cervello pulsava che sembrava che scoppiasse, sono salito in superficie, ho detto lì non c’è più nessuno e il giorno stesso ho chiesto di essere trasferito in qualche ufficio, niente più immersioni a dragar cristiani per il sottoscritto.

Da quel giorno sono passati tanti anni, ormai sono diventato un vecchio. Ancora adesso però, quando posso, muta e bombole, scendo nel profondo, dove il barcone è affondato, vado a trovarla.

Perché è ancora là, come quel giorno di ottobre, il mare non l’ha toccata, chissà per quale gioco di correnti, salinità e temperatura. O chissà.

Una donna, credo sui venti-venticinque, il capo coperto da una tunica, donna africana, appena reclinato, appoggiato sulla testina di un bimbo, certamente suo figlio, ricciolino, quasi bianco nel riflesso dell’acqua, occhi chiusi. Abbracciati.

L’acqua confonde, la luce poca, ma si capisce che la donna ha una espressione triste, immensamente triste, sapeva che la vita finiva lì e tutti i progetti, tutti i sogni stavano svanendo, il suo bambino stava per morire, chiudi gli occhi, chiudi gli occhi, che almeno tu possa non soffrire. 

E il bimbo, niente, il bimbo è sereno, appoggiato alla madre, che lo abbraccia. E in fondo, di cosa avrebbe dovuto aver paura, in fondo era tra le braccia di sua madre, giusto ?

E niente, quando vai sotto devi avere la testa a posto, lucido, fisico, bombole, muta e boccaglio in ordine, altro che preghiere, altro che suggestioni e potete pensare che sono solo un povero vecchio che crede a tutto e non ha più le palle per dare del negro a un negro e mandarlo a fare in culo e ora ascolta e non riesce più a dire a casa loro o in galera e sì ora lo capisco, ero una merda d’uomo, un razzista impaurito dal diverso, un ipocrita che andava in Chiesa alla domenica per convenzione, per comprare false assoluzioni e adesso invece è impazzito che non gliene fregava niente dell’umanità e ora vede Dio in tutte le persone, soprattutto nelle più sfigate e per lui non puzza mai nessuno, che nessun essere umano è illegale, che siamo tutti clandestini.

Ecco, potete dire tutto questo e forse è proprio vero, sono solo un povero vecchio, impazzito, debole, un’anima bella da divano che ha respirato troppo ossigeno da bombola.

Però, credetemi, pareva una madonna col bambino.

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