Mami

di AsinoMorto

Passa tutte le mattine più o meno alla stessa ora, più o meno sugli stessi passi strascicati. Età indefinibile, forme indefinibili, donna, nera.

Ha sempre qualcosa in mano, mangia camminando, non perde tempo. Fa la donna delle pulizie per una coppia ricca, marito e moglie, senza figli.

Qualche volta la chiamano mami, come la mami di Via col vento e qualche volta, così di sfuggita, la chiamano negra.

Ma non sono cattivi, in fondo sono solo terribilmente stupidi. Mami non ci fa caso, ha imparato che la stupidità è meno pericolosa della cattiveria, non spezza le ossa come le botte, non lascia lividi come il bastone.

A lei va bene così. Non risponde, se non con mezze parole, occhi freddi senza essere di sfida, faccia di pietra per non provocare. Trucchi che si imparano alla frontiera, che si stampano sulla pelle. Non sorride mai.

Ancora adesso, quando si affaccia sul letto per riordinare le lenzuola, una fitta di dolore, il ricordo della violenza, la prima, non l’ultima. Era poco più di una bambina, tanti anni fa, su un letto simile a quello, solo più sporco e freddo.

Ricorda senza rabbia, ogni istante, ogni fitta di dolore e le lacrime le ha bevute durante la traversata sul barcone e davanti al poliziotto con il manganello e quel cane che rideva di lei perché non era bella e il suo sangue sul pavimento, fa strano lavare via il proprio sangue dal pavimento e le mille volte che potevano farle di tutto che era solo una negra, era solo una brutta donna, era il fango del mondo.

E poi, poi niente, le lacrime finiscono e tutto quello che rimane è una fitta di dolore, nell’affacciarsi sul letto da rifare.

Ma lei da un po’, ha imparato a scacciarlo via quel dolore, a spingerlo più in basso, dove non fa male.

Si concentra sull’angolo del lenzuolo, il punto più difficile, dove si vede se ci hai messo impegno o hai tirato via.

E pensa alla sua bambina, figlia di violenze, che ha voluto tenere e proteggere e vivere ad ogni costo e ora è a scuola. Parla italiano e capisce, capisce tutto, è una bimba intelligente. E’ anche una bella bimba.

L’altra sera, hanno acceso la piccola TV, comprata usata al mercatino, le cose vanno un po’ meglio adesso.

Hanno visto insieme Via col Vento e la bimba ha capito tutto e a un certo punto, lei ti fa, mamma, non voglio fare la cameriera come mami, da grande mi piacerebbe studiare, fare qualcosa di importante.

Allora mami nasconde in fondo il dolore e la fatica, pensa che forse, in un certo senso, anche lei sta facendo qualcosa di importante. Ed è molto, molto di più di quello che avrebbe mai sperato.

E qualche volta, non molte a dire la verità, quando fuori dalla finestra c’è bel tempo e il sole scalda le lenzuola, ecco, qualche volta, sembrerebbe quasi che le apparisse in volto qualcosa.

Come l’ombra di un piccolo sorriso.

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