Un minuto di silenzio

di AsinoMorto

E forse noi, gente cattiva, quelli che non credevano a questa cosa della pacificazione, in bocca a gente dai denti aguzzi, quelli che non credevano alle larghe intese, un tanto al chilo e al perenne ribasso.

E forse noi, irriducibili sognatori, allergici al buon senso, quelli che appena sentono che non c’erano alternative alzano la manina che lo vogliono dire che c’è sempre una alternativa, fatto salvo forse alla morte e alle facce da pirla.

E forse noi, quelli dei diritti, quelli noiosi che non smettono mai di credere che puoi perdere tutto, le mutande, forse l’orgoglio ma non l’onore che tutto ha un prezzo ed è negoziabile, tranne i principi non negoziabili, niente prezzo. Solo valore.

E forse noi, quelli della farina e della crusca e del diavolo che va bene tutto, ma i patti li facciamo con qualcun altro e il Governo del Presidente fattelo tu, Parlamento delegittimato, Governo di finti nuovi, solite facce. E not in my name, per favore, grazie.

E forse noi, ecco, quelli che lo dicevano fin dal’inizio che saremmo tornati al punto di partenza, dopo quanto ? Sei mesi, sì, più o meno.

Ecco, noi, che non è che siamo geni, siete voi dei poveri imbecilli, con le ragnatele di vent’anni nel cervello. E fatevelo dire che noi vi guardiamo, senza rispetto, con il sereno disprezzo di chi non ha niente da imparare.

E a noi, ecco, a quelli come noi, per favore, non dite più niente, le larghe intese, la pacificazione, i diritti ininfluenti, i principi negoziabili, la Costituzione da cambiare il governo del cambiamento.

Ecco, niente, zitti. Per favore, zitti.

Un minuto di silenzio. Che visto come siamo messi, almeno la soddisfazione, almeno il gusto, di non sentirvi più parlare.

un solo minuto di silenzio, dedicato al Popolo Italiano.

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