L’indicibile violenza delle lucciole nel cielo

di AsinoMorto

Io sono asino morto e sono una lucciola.

E sono vigliacco, nascondo la mia identità dietro un anonimato che può essere svelato solo con più di cinque click, richiede addirittura una ricerca con Google.

E dicono che sono violento, di una violenza frustrata e sorda, di periferie impotenti e degradate. Di chi non conta niente.

Ma non è forse violenza affermare tutto ciò ?

Non è forse violenza quel sottile fastidio del potere quando non vuoi stare al tuo posto ?

Non è forse violenza le discussioni vuote, gli esperti di cosa non si sa, i tuttologi dalla lingua retrattile e anfibia, i generalizzatori universali ?

Non è forse violenza il sottile conformismo della polvere da mettere sotto il tappeto, della pacificazione conciliante del linguaggio neutralizzato nella neolingua ? Del Franti che si deve vergognare perché ride al funerale del Re.

Non è forse violenza, la sottile arroganza di aver capito tutto, che il mondo è così come lo immaginiamo noi, noi che siamo popolari, conosciuti, che abbiamo avuto successo in qualche ambito e che quindi crediamo di avere successo in *tutti* gli ambiti ?

Non è forse violenza parlare di cyber-bullismo e dare la colpa alla rete per quei poveri ragazzi abbandonati da scuola, famiglia, da tutti, anche da te ? E non è questione di troppa rete, semmai di troppo poca, intorno a quei ragazzi che si impiccano da soli.

Non è forse violenza guardare il dito dell’insulto, invece della luna della disintermediazione ribelle ? Quella luna che potrebbe brillare nel cielo pieno di stelle di una comunità consapevole del valore di ciascuno, senza Ordini, senza Baroni, senza secolari sovrastrutture anti-meritocratiche a garantire competenze evanescenti. Oppure, anche, la luna oscura in un cielo totalitario e nero del broadcasting perenne e del minculpop digitale, che semmai è questo il rischio, che la rete venga usata da gente come voi, non da lucciole come me.

E allora cosa posso fare io, che mi chiamo asino morto, povera lucciola dalla parte di Franti, se non reagire con la sola violenza che ammetto e conosco ?

Come posso rispondere se non con la lucida consapevolezza di avere capito ? Capito nitidamente, ferocemente, finalmente, di che violenza si parla, di cosa hai paura veramente.

Che io comprenda se tu sei stella. O se sei una lucciola, una semplice lucciola come me.

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