I soldi del giansenista di Voltaire

di AsinoMorto

I soldi sono importanti, fatti non parole, lo dicono tutti.

Lo dicono i campanilisti-steccatisti-passatisti delle valli e i sacerdoti della rete disintermediante, i professori tecno-liberali da Chicago e anche i qualunquisti avulsi alle frottole adusi. E i legalitari anti-mafia e i civil-centrici e i rivoluzionari-istituzionali di governo.

E lo dicono anche i vetero-nostalgici di ogni colore, i superstiti poco-mutati dei tempi che furono.

E hanno tutti idee stupende, tutto merito e sostanza, stipendi da tagliare, pensioni da ridurre, tasse e sprechi vade retro. Lo stato trasparente, la libertà assoluta, il finanziamento da abolire, il numero dei parlamentari, il merito, la partita IVA, l’IMU fa schifu, la casta è tutto un magna magna. Hai visto Ballarò ? Siamo nei TT, grazie chi ci segue in streaming, millemila “mi piace”, il popolo della rete, la nota piattaforma di micro-blogging.

E a me viene sempre in mente il giansenista di Voltaire, quello che del mondo sapeva tutto, ma del mondo non aveva capito niente; perché il dettaglio non ti fa vedere il quadro e il punto, non è mai tutto il disegno.

Guardatevi, come siete soli e muti e sordi che non vi parlate più, orfani di comunità, partiti, parrocchie, biliardini e campetti. E forse, Dio mi perdoni, anche di trincee e galere e campi di battaglia.

Non so, luoghi dove parlare e confrontarsi, dove specchiare sogni e amori e futuro e sensibilità e esperienze e il colto e l’inclita, guarda i calli sulle mie mani e le unghie sporche dal lavoro e il pensiero sottile e il rozzo ragionare.

Luoghi dove la regolarità del percorso è elemento fondante del valore nel risultato. E la Democrazia come metodo e come sentire, che non si strappano le ali alle farfalle, se capite la metafora.

Luoghi di progetti, luoghi che i soldi sono un mezzo non un fine, dove la politica economica è strumento e non essenza. E c’è il prezzo e c’è il valore.

Luoghi, infine, dove il tecnico sente il vuoto freddo e buio della mancanza di Politica e il Politico sente il pericolo della visione astratta, i piedi di argilla della facile inconsistenza.

Ecco, la Politica. Il bimbo lo tieni e con l’acqua sporca ci cresci i fiori. Il futuro, i sogni, la strategia. La visione del mondo come sintesi probabile di una comunità possibile.

Ma il problema è mio, io sono un asino morto, un sentimentale che adora le stronzate e le idee sciocche e niente, fate bene voi.

Fate bene voi a parlar solo di soldi e technicalities, a concentrarvi ognuno sul singolo dettaglio, concretezza, fatti non parole, il fare, i risultati.

E’ giusto così, i soldi sono importanti, l’importante è adesso e il puntino e chi cazzo sei tu, ecco, ma chi è quello.

E ciao.

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