Oggi si ricorda

di AsinoMorto

Oggi si ricorda.

Fate attenzione, zucconi che non siete altro, perché la crisi è crisi di coraggio e di coscienze e il torpore della società riapre i cancelli di nuovi campi di concentramento e di sterminio.

Perché non ci vuole niente per perdere tutto e tornare da dove si è partiti, non ci vuole niente per dare tutto di nuovo per scontato.

Basta niente, perché c’è sempre un ebreo, un omosessuale, un nero, uno zingaro, un terrone, una donna, un bambino, uno storpio, un barbone, un perdente, un debole, un diverso, un uomo da chiamare 174517.

E allora io, nel mio piccolo, ubbidirò al signor 174517 e romperò i coglioni a tutti quelli che incontro e prenderò mia figlia e proverò a raccontarle il passato, perché nessuno dei miei nati dovrà torcere il viso da me, per aver dimenticato.

Incomincerò con recitarle quella piccola, grande poesia di Tonino Guerra, che si chiama “La Farfalla”

Contento proprio contento
sono stato molte volte nella vita
ma più di tutte quando mi hanno liberato
in Germania
che mi sono messo a guardare una farfalla
senza la voglia di mangiarla.

che è una cosa piccola, anche divertente in fondo, ma spiega tante cose e da qualche parte si dovrà pure partire, per spiegare s-e-i-m-i-l-i-o-n-i, che è un numero che non si riesce nemmeno a contare ed è anche al netto di omosessuali, zingari. Tanto per dire.

Poi le parlerò di Anna Frank che aveva poco più della sua età e che non odiava, perché ancora non capiva, o forse perché i bambini capiscono sempre tutto, anche le cose brutte, a modo loro. E che è morta ed era ragazzina.

E le parlerò di altre bambine come lei, di altre madri come sua madre e di altri padri come suo padre e dei ghetti, e le stelle colorate e immagina le tue sorelline, riesci a immaginare gli occhi spenti di tua mamma, la rabbia impotente e le lacrime infinite di tuo papà.

Senti quel colpo allo stomaco, bimba mia ? Sono gli angeli che sbattono le ali per voltarsi e non guardare, l’anima straziata del mondo. Senti quei colpi alla porta, amore mio ? Potrebbero essere loro, che ci vengono a prendere.

Le lascerò l’ombra del dolore e purtroppo è necessario, perché la metta via, da qualche parte e la possa tirare fuori quando sarà donna e quando sarà in grado di capire meglio l’abisso e il cuore nero del mondo.

E spero di lasciarle una piccola certezza, che il ricordo va tenuto vivo ogni giorno, che le Giornate della Memoria, sono lì a ricordare che devi ricordare ogni istante.

Perché è l’unico modo per capire che ci vuole dignità e coraggio a stare dalla parte delle vittime. E ci vuole costante, vigile attenzione, per non diventare carnefici. E pregare, di non essere mai messi alla prova.

Ricordare è l’unico modo per capire che siamo tutti ebrei, omosessuali, neri, zingari, terroni, donne, bambini, storpi, barboni, perdenti, deboli.

Per capire che nessun essere umano è un numero.

(se non avete colto i riferimenti a Primo Levi, mi dispiace per voi, sappiate che è giunto il momento di aprire “Se questo è un uomo”)

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