Che Dio ci benedica. Tutti.

di AsinoMorto

E domani è Natale.

E sotto l’albero non troveremo niente di speciale, domani non diventeremo migliori e la nostra vita non cambierà.

Babbo Natale ha altro cui pensare, Gesù Bambino è impegnato, nessuno ci tirerà fuori da guai.

Domani continueremo a essere irrimediabilmente sbagliati e imperfetti, affogati nei nostri difetti, che non ci lasceranno mai.

Scagliati contro gli scogli, strapazzati dal vento, commetteremo sempre gli stessi errori e altri sempre nuovi e poi di nuovo quelli vecchi e scusate tanto, non impariamo mai.

Ma in fondo un regalo lo abbiamo già ricevuto, che le nostre ferite alla fine si rimarginano e i nostri demoni, non dico vincere, ma spesso pareggiamo e non si muore per amore, quasi mai.

E non piove mai per sempre.

E in fondo un regalo lo abbiamo già ricevuto, che prima o poi impariamo a strappare le piccole cose alla vita, a godere delle briciole di pane e dello sguardo di un bambino, di una birra fresca e di un paio di scarpe comode, fatte per le strade polverose del mondo.

E quando proprio butta bene, scopriamo il coraggio di rubare pezzi di cuore per la strada e ci prendiamo per mano e ci regaliamo uno sguardo e un sorriso e qualche volta ci prendiamo gusto e non lo scordiamo più. Ed è questo il regalo più grande.

Ed è per questo che non mi importa di Babbo Natale, dei doni caduti dal cielo, dell’albero o delle luminarie, dei fiocchi e dei pacchetti.

L’importante siamo noi, che in fondo abbiamo già tutto. Che siamo ancora qui.

E che Dio ci benedica. Ci benedica tutti.

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