Milioni di parole buffe e vane

di AsinoMorto

Le scrisse lunghe lettere d’amore su carta profumata. Poi infiniti messaggi di miele sulla segreteria e sms pieni di confetti e fiori e rime baciate.

Poi aprì un blog che riempì di post e copiò poesie e aforismi e sonetti e strofe di canzoni. Un repertorio color pastello, a forma di cuore.

Poi provò con Twitter incrociando 140 caratteri in milioni di modi, componendo piccole canzoni dai suoni gentili come carezze di bambini.

Poi, stremato e vuoto e insoddisfatto, improvvisamente comprese, finalmente ci arrivò.

Corse da lei con il cuore in gola, le prese le mani nelle sue e la guardò negli occhi.

E, semplicemente, senza filtri, barriere, senza troppe parole o musica o canzoni, senza veli o gabbie per il cuore, le disse: ti amo.

E tutto il resto, semplicemente scomparve.

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