Omofobia

di AsinoMorto

Ieri, per la seconda volta, il Parlamento italiano ha fermato la legge contro l’omofobia. Picchiare un omosessuale per il solo fatto di essere omosessuale non è una aggravante.

Proviamo a riscrivere la frase precedente:

Picchiare un ebreo per il solo fatto di essere ebreo non è una aggravante.

Oppure:

Picchiare una donna per il solo fatto di essere donna non è una aggravante.

Oppure:

Picchiare un nero per il solo fatto di essere nero non è una aggravante.

Oppure, tanto per andare sulla stretta attualità:

Uccidere un ragazzino per il solo fatto che era a un comizio socialista in un’isola norvegese non è una aggravante.

Spero che ci sia ancora qualcuno in questo paese che si renda conto che questa destra retriva, xenofoba, omofoba, maschilista e sciovinista, spalleggiata da “moderati” ambigui e proni agli interessi della Chiesa peggiore, è un pericolo per la convivenza civile di tutti noi.

E’ una vergogna per tutti noi.

La minaccia sottile, liquida, impalpabile si palesa nel semplice fatto che ormai siamo assuefatti a tutto e al peggio.

L’Italia e gli Italiani sono imprigionati in una bolla temporale che rende impossibile vivere la contemporaneità e questa bolla viene tenuta in piedi a forza dalla peggiore classe dirigente della storia e dell’Europa. Ma anche da tutti noi, ormai più complici che vittime.

Più complici che vittime.

Questi sono tempi in cui le parole devono essere nette, l’analisi si deve affinare, il confronto deve alzarsi di livello. Le parole pesano.

Io sono donna, sono nero, sono emigrato, sono ebreo. Io sono omosessuale.

Reclamo i miei diritti.

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