La scomparsa dei tempi morti

di AsinoMorto

Ormai vivo in simbiosi con i miei device always-on, PC, tablet, smartphone.

Il mio cervello e le mie dita sono in costante agitazione su qualche tastiera. Ogni momento vuoto, ogni semaforo rosso, ogni coda al supermercato diventa occasione per chiudere quel post o appuntarsi quel memo.

Ci sono delle volte che addirittura ringrazio la mia condizione di padre, quando mi impone estenuanti attese davanti a scuole, piscine, campi scout, parchi giochi vari. Estenuanti fino a ieri, perché adesso quei momenti di vuoto sono perfetti per leggere quell’articolo, scrivere quelle note, smaltire la posta in arretrato.

Ormai, lavoro in quelli che, anticamente, venivano chiamati “tempi morti”, in coda o in attesa di qualcuno o qualcosa. Il resto della mia vita si sviluppa negli interstizi, tra un tempo morto e l’altro.

Chissà gli effetti a lungo termine.

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