Geek Dad

di AsinoMorto

Ho appena scoperto, per la prima volta in vita mia, di poter far parte di una categoria sociologica generazionalmente definibile, quella dei Geek Dad, ovvero di quella genia di ex sfigati che hanno avuto la possibilità di vivere la loro adolescenza e poi giovinezza contemporaneamente allo sviluppo delle tecnologie informatiche (e che questo abbia generalmente implicato una riduzione statistica delle trombate giovanili, è un dettaglio diventato irrilevante, in prospettiva storica).

Adesso che quegli adolescenti incominciano a incanutire, sta montando una consapevolezza generazionale che ci fa gruppo e che pervade tutta la rete.

Ed è gruppo worldwide, altro che riunione del liceo, pure “cool”, tra l’altro, perché noi che possiamo dire “io c’ero” siamo ammantati di quell’aurea tipica del pioniere o del reduce o dell’esploratore ma comunque di quello che testimonia una vittoria (e non ci era capitato mai) ed è sopravvissuto a epoche mitiche, da cui tutto è partito.

Ed è anche un gruppo con grandi responsabilità, perché, a voler essere vanagloriosi, possiamo dire di essere dei ponti.

Ponti tra un mondo, quello analogico, che non esiste più e che noi abbiamo comunque vissuto.

E un mondo, quello digitale, che esiste già ma che è ancora un po’ da esplorare, pieno di foreste oscure e di isole misteriose, che anche noi non abbiamo visitate tutte ma ne abbiamo viste tante, non è vero ?

E quindi c’è da raccontare ai giovani, da spiegare ai vecchi e bisogna pensare ai figli, ai Geek 2.0 che sono quelli che contano e conteranno e faranno della rete una cosa bella. O una cosa brutta.

Insomma, roba grossa. Soprattutto per degli ex sfigati come noi.

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