Magritte

di millimolli

Anche quel lunedì mattina il signor Bom indossò l’abito scuro, la sua inseparabile bombetta e andò in ufficio.

Lo aspettava una settimana di duro lavoro in compagnia dei colleghi che erano tutti come lui. Si sedette alla scrivania e accese il computer e nell’attesa che si avviasse chiuse gli occhi.

Come in un sogno, l’ufficio sparì ed eccolo libero come un uccello, circondato da tanti come lui, vestiti come lui. Con le bombette, uguali alla sua.

Insieme volteggiavano nell’aria, volando su e giù felici e leggeri, immaginando di essere rondini in cerca di un posto caldo dove andare.

Si posarono delicatamente su una nuvola, spumosa e leggera come un ciuffo di panna montata. In quel momento, non avevano più quei tristi e scuri vestiti grigi, ma allegre camicie a fiori.

Per la prima volta Bom si sentì libero come un airone, felice.

Ma improvvisamente tutto sparì, le nuvole, le camicie e i ciuffi di panna.

Il computer si era acceso, tutto era tornato alla normalità.

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