Nuove percezioni

di AsinoMorto

Sto cominciando a metabolizzare il funzionamento profondo dei network. Ho ancora molto da imparare ma il modello sta diventando più nitido.

Ho il mio blog su WordPress, nome e struttura ancora provvisori. Comunque passabile. Sul blog registro gli approfondimenti, i post più pensati e strutturati, li categorizzo e li taggo con calma e voluttà.

Solitamente uso la dashboard web di WordPress o l’app di WordPress per iPad (che fa schifo però, decisamente zero stelle per quanto mi riguarda). Altrimenti scrivo il testo su Evernote (PC, telefono o tablet, poco importa) e poi, come ai vecchi tempi, cut&paste.

Ho la mia pagina Facebook che aggiorno con rapide pubblicazioni di contenuti altrui. Ogni tanto commento e interagisco. Alla fine uso Facebook come aggregatore dei contenuti e poi mi guardo il tutto con Flipboard. La mania di onnipotenza passa dal magazine auto-prodotto.

I post mi hanno dato da pensare. E’ una forma che non mi si addice, troppo sveltina in piedi per un romantico come me, il rischio è cadere nello splatter (mi scappa la cacca, forza juve, Berlusconi ladro, cose del genere).

E poi c’è l’enorme problema del rapporto con il blog. Dove metto cosa ?

Ma ora ho trovato un nuovo, formidabile equilibrio. Scrivo sul blog e poi condivido in automatico sul mio profilo. I post ? Pochi e selezionati. Six words, il massimo della perversione.

Tutto quadra. Facebook funziona da canale personale di marketing virale dove faccio pubblicità al blog. Tutti i contenuti che posto direttamente su Facebook sono richiami, briciole di pane che portano ai contenuti veri, gelosamente e altezzosamente conservati nel blogospazio.

Bene, sono soddisfatto, per ora.

Rimane ancora la domanda finale, la più importante. Perchè cavolo faccio tutto questo?

Non lo so ancora, ma ci arriverò….

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