Partito Democratico, Beppe Grillo e Peste del ‘600

di AsinoMorto

In questi giorni leggo spesso il blog di Beppe Grillo (chi non lo fa !!!) e nel frattempo mi è arrivata la brochure che mi invita ad andare a votare per l’Assemblea del Partito Democratico (14 ottobre, do you remember ?).
Le due cose assieme creano senz’altro un certo imbarazzante straniamento perchè leggendo le due cose ti viene il dubbio di vivere in una paese troppo strano e incredibile per essere vero.
Il momento è difficile, viviamo tempi difficili e i problemi da risolvere sono tutti difficili, ma sia Beppe Grillo (antipolitica, sicuramente) che i fondatori del PD (politica, presumo) la fanno a gara a chi la spara più grossa.
Il buon Beppe (che io ritengo francamente persona onesta) non è in grado di proporre niente rispetto al futuro e si concentra quindi sul presente che però è necessariamente già passato.
Il PD parla senz’altro al futuro ma è un futuro che non augurerei a nessuno. Guardando le liste dei “padri forndatori” appaiono vecchi residuati dei vecchi partiti e nomi nuovi presi tra studenti, panettieri, operatori di marketing, imprenditori, nani e ballerine che non vedo come possano tranquillizarmi rispetto alle prospettive.
Beppe Grillo spara sui politici attuali (bene), senza però proporre i politici nuovi (meglio). Il PD propone i politici nuovi che sono però i vecchi (male) oppure dei tipi che saranno nuovi ma non si capisce a che titolo siano migliori di me (malissimo).
Credo che ci siano tre aspetti confusi e non chiariti su cui forse vale la pena di ragionare un attimo:
1. Confusione I: democrazia diretta e democrazia rappresentativa. Adesso va di moda la democrazia diretta perchè c’è il web. Addirittura un candidato PD della mia piccola porzione di universo ventila e auspica la creazione di un “wiki-pd” che salverebbe l’italia ai mali attuali. Possibile che nessuno abbia la lucidità per fare notare che la democrazia diretta ha senso solo per una comunità montana o qualche cantone svizzero ?
2. Confusione II: Amministratore e Politico. Tutti, secondo me anche Grillo, senz’altro chi ha scritto la brochure che mi è arrivata, mi sembrano confondere il ruolo dell’Amministratore pubblico con quello del Politico e in generale il concetto di Politica con quello di Stato. L’amministrazione sana ed efficace della cosa pubblica non è politica; è un semplice “obbligo” necessario alla vita regolata della cosa civile. Un buon amministratore è possibile che sia un pessimo politico e, se permettete, a me vengono le bolle quando un imprenditore (locale) vanta aspirazioni politiche (magari nazionali) perchè non è vero che uno che ha messo su un’aziendina possa ipso-facto rimettere in sesto un paese (vogliamo parlare di Berlusconi ?).
Un politico deve avere vision; deve impostare quello che sarà il paese tra 10 anni, sapendo che c’è una organizzazione locale e nazionale che manda avanti la baracca.
Attenzione su questo tema. Se è vero che un politico è un figlio di puttana con un sogno, mi sembra evidente che oggi ci sono pochi sogni, tanti figli di puttana e quindi nessun politico. E poi si dice che non esiste più destra o sinistra. Un cavolo.
3. Confusione III: Nuovi e vecchi. Chiudiamo il cerchio. Il vecchio ceto politico è uno schifo, benvenuto il nuovo. Non è vero, non è necessariamente vero. Tra i vecchi ceti politici ci sono personaggi di prim’ordine; tra i nuovi non lo so ma non mi sembra che nessuno abbia studiato ad Harvard o almeno abbia fatto 18 mesi in montagna a farsi sparare dai tedeschi. Perchè dovrei fidarmi più di loro che di Ciampi o, volendo, di Pannella ?
Insomma, il concorso combinato delle tre confusioni genera un imbarazzante e patetico minestrone in cui, non potendo votare direttamente anche se c’è il web, devo farmi rappresentare da un fesso che vuole il “wiki-pd” perchè non ha altre idee decenti e che come compagni ha il peggio dei vecchi politici (perchè il meglio un po’ si vergogna) e tutto questo senza minimamente evidenziare come la cosa potrebbe non portare necessariamente al fascismo e alla dittatura ma che forse, alla fine sarebbe meglio. Perchè in montagna, se non altro, c’è sempre una bella compagnia anche se un pessimo clima.
Mi sento in colpa per avere ecceduto in lunghezza e quindi chiudo con una riflessione positiva. Se fossi nato nel ‘600, durante la peste, probabilmente sarei morto giovanissimo.
Allora cosa mi lamento a fare ? Poteva andarmi peggio.
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