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Un Blog francamente superfluo

Categoria: Penso

L’indicibile violenza delle lucciole nel cielo

by AsinoMorto

Io sono asino morto e sono una lucciola.

E sono vigliacco, nascondo la mia identità dietro un anonimato che può essere svelato solo con più di cinque click, richiede addirittura una ricerca con Google.

E dicono che sono violento, di una violenza frustrata e sorda, di periferie impotenti e degradate. Di chi non conta niente.

Ma non è forse violenza affermare tutto ciò ?

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Rete, Politica e macigni sul cuore

by AsinoMorto

Pensa te, ci tocca anche parlare del rapporto tra rete e politica e della capacità della rete di spostare voti, opinioni e coscienze, di agire politicamente.

E tutti ne scrivono e c’è l’entusiasta e il morozovista, chi non ne sa niente ma sente odore di nuovismo e nel dubbio frena e chi feticizza e la rete salverà il mondo.

Ma tutti, mi pare, tendono a “contare” la rete, valutando numericamente quanti elettori in rete possano cambiare idea, piuttosto che influenzare l’orientamento dei propri rappresentanti. Lo stesso concetto di “popolo della rete” nasconde il tentativo di dare una dimensione numerica al fenomeno, per meglio valutarne gli effetti.

E qui iniziano le difficoltà.

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Rimane il fatto che il PD

by AsinoMorto

Rimane il fatto che il PD aveva tutte le capacità e possibilità di attaccare il fronte M5S, scardinarne la compattezza, sollevarne le enormi contraddizioni. E invece è stato M5S a sollevare le contraddizioni del PD, a elaborare velenose strategie distruttive. E se vuoi fare il sottile, c’è sempre qualcuno più sottile di te. E il caos, notoriamente, è equo.

Rimane il fatto che la sinistra aveva le carte migliori, gli uomini migliori e ha strappato le prime, ha ignobilmente sputtanato tutti gli altri. E Prodi non se lo meritava. E nemmeno Marini, se lo meritava. Anche Bersani, immagino, non se lo meritava, almeno non del tutto.

Rimane il fatto che quella cosa che si chiama “comune sentire” tra PD e il suo elettorato è sparita, evaporata. kaputt. E quando certi dicevano “cercate di capire, ragionate”, io rispondo sei tu che non hai capito un cazzo. Perché sono io che voto te, non viceversa. E se siamo arrivati qui è proprio perché quelli come noi hanno abdicato alla loro responsabilità di controllare la propria rappresentanza. Hanno dimenticato l’obbligo della partecipazione, facendo dimenticare a voi l’impegno della sintesi. E del dovere.

Rimane il fatto che Grillo ha vinto sul linguaggio e sul metodo e sul paradigma. E l’unico modo di combattere Grillo è sul linguaggio, sul metodo e sul paradigma. E le schede bianche, le tattiche, le questioni pelose, le pensose valutazioni di un tempo che non esiste più, per favore. Per favore.

Rimane il fatto che la rete non conta un cazzo, però potrebbe essere utile usarla e capirla. E Grillo l’ha fatto e M5S vive in una “community”, la capisce e la sente (ed è una community cui appartengono anche quelli di sinistra, per dire). Qual è la community del PD ? Esiste ancora una community per il PD ? O credete basti un tweet per la modernità ?

Rimane il fatto che questo è il tempo della trasparenza e dell’onestà di cuore e di pensiero, almeno per me, almeno per quelli che io conosco, per quelli con cui condivido lo spirito del tempo e il fango sulla strada. E voi a rispondere con veti incrociati, strategie fumose, coltelli e veleni, strategie attendiste e involute, Bibì contro Bibò, aria che puzza di vecchio e scazzi. Bisanzio, prima repubblica, Salò, quella di Pasolini. Ma dei poveri.

E rimane il fatto che il nome di Rodotà girava in ambienti della sinistra, in rete ma non solo in rete, in tempi non sospetti e molto prima delle ambigue Quirinarie di Grillo. Bastava poco per dire “ehi, ma quelli siamo noi”.

E rimane il fatto che Rodotà, come spesso accade, è stata la goccia. Che ha fatto capire a tutti, tranne che a voi, il cancro della oligarchia, il puzzo del bunker, la differenza tra sintesi democratica e cupio dissolvi.

Che quello che pareva una questione di metodo, arrendersi a M5S, pareva solo a voi. Perché al vostro elettorato sarebbe apparso solo come un estremo atto di ragionevolezza e ascolto e apertura e modernità. Che quello, è il metodo, l’unico metodo che è rimasto.

E rimane il fatto che il PD non c’è più. Ecco, questo è quello che rimane. Poco. Quasi nulla.

E credo rimanga il fatto che votare Rodotà non servirà ormai a molto, forse solo a salvare un po’ di onore. E magari anche un po’ a chiedere scusa, senza tattiche, strategie o calcoli. Solo chiedere scusa.

Tra una settimana è il 25 aprile. Qualcosa vorrà pur dire.

La città verrà distrutta all’alba

by AsinoMorto

Non credo sia una buona cosa ma in questi giorni mi viene spesso in mente quel film, “la città verrà distrutta all’alba“, non il remake adolescenziale pieno di bonone e bonazzi, quello originale di George Romero, che me lo ricordo come un film pieno di luce ma cupo e tremendo.

Che c’è una piccola città dove la gente è come tutta la gente delle piccole città, le piccole invidie, le piccole cose di pessimo gusto, cose così, insomma.

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Lettera aperta a un Parlamentare del #M5S

by AsinoMorto

Ciao, scusami se ti do del tu, ma le statistiche dicono che sei giovane e quindi mi permetto questa confidenza, così, per rompere il ghiaccio.

Insomma, complimenti, ce l’hai fatta, hai vinto e alla grande. In questo momento, punto più punto meno, fai parte del primo partito italiano e sei in Parlamento.

Quindi, come Cittadino di questo paese, sono istantaneamente diventato un tuo problema. Perché ora devi lavorare per rappresentare anche me.

E se non sei d’accordo su questo punto, allora ciao, quello che segue non ti interessa e io sono nei guai. Pazienza, ne abbiamo viste tante, sopravviveremo anche a questo.

Se invece sei d’accordo e intendi ascoltarmi, ti ringrazio e mi permetto di dirti come la penso su certi aspetti della rappresentanza che mi sono cari e che forse, come dire, potrebbero servirti come spunti di riflessione, come curiosità. E poi tieni presente che il M5S ha incentrato tutta la sua azione sui contributi provenienti dal basso e allora, niente, eccomi qui. Più dal basso di me non ci sta nessuno.

E quindi niente, beccati sto pippone e poi fammi sapere.

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