E che vi esca il sangue dal naso per lo sforzo
di AsinoMorto
E niente, dopo aver manifestato varie volte la mia snobistica contrarietà ai decaloghi sull’uso di Twitter, alla lista della spesa e ai consigli per gli acquisti, con ineccepibile coerenza, mi vene da dire qualcosa sulla questione, anche se ammetto di non avere le idee chiare, perché la rete è grande e liquida e beato chi la capisce.
Allora, non so, potrei far notare che nel west c’è sempre qualcuno che spara più veloce e il rischio è quello di spararsi sui piedi. Che qui sta a significare che non devi farti prendere dalla mortale sindrome del retweet immediato, dalla smania di arrivare primo, tanto famoso non lo diventi, ma è certo che diffondi cacca in giro per la rete.
E poi va bene, la giornata è stata dura, con il lavoro va così così, la crisi e la famiglia… Ma insomma, non è che devi scatenare il sacro fuoco del disgusto e dell’indignazione per ogni cosa che succede. Ci vuole impegno, attenzione e contegno, per godersi un po’ di meritato sdegno.
Insomma, prendetevi tempo zucconi, non diventate ostaggio della velocità. Aspettate un attimo, riflettete, state a guardare, un bel respiro e ricordate: la gatta frettolosa, twitta belinate.
Oppure potrei dirvi che i Topic Trend sono il male e ci vuole attenzione per scegliere quelli giusti, per non diventare complici di qualche brutta azione, vittime del cupio dissolvi, del punto più basso del Mar dei Sargassi. E cosa diversa sono gli hashtag timidi e sconosciuti, che li butti lì senza pretese e metti assieme qualche buona idea e ogni tanto qualche bella chiacchierata.
Oppure potrei far notare che si vede quando facciamo le battute per andare sul 50+, costruzioni brillanti, intorno a pensieri che crediamo profondi e seri. E che invece sono proprio delle stronzatine, avvolte in pregiudizi, incartate in piccolo-borghesi anacoluti che lasciamo stare e scusate il lungo periodare. E chi è senza peccato, scagli quello che può.
Ma potrei anche dire che non è importante decidere di cosa parlare, ma piuttosto di cosa NON parlare. E per quello che vale, io non parlo di sesso, dei morti freschi e di cosa vanno a insegnare agli angeli e del mio lavoro, se non raramente. Mica per un motivo, è che mi va così.
Ma non vi dirò niente di tutto questo, perché non ho la penna rossa della maestrina o la sicumera del saccente e mi piace vedervi così, ansiosi nel cercar ciascun la propria strada e c’è chi ama chattare e chi postare gattini o piatti di lasagne, e vabbè, povera umanità, ma prova a vivere solitario in un deserto e poi mi fai sapere.
E quindi l’unica cosa che ho a dire è che Dio, il fato o la sventura ci ha concesso questa cosa della rete, questa cosa bellissima che annulla lo spazio (il tempo, quello ancora no, purtroppo) e concede scelte e opportunità e contatti e relazioni e possibilità e conoscenza e poesia e passione e lacrime e sorrisi e svacco e robaccia e impegno e k-lingua e mio Dio, è pieno di stelle!
E allora non sprecatela questa occasione, sforzatevi a un pensiero originale, il mondo vi sta guardando. Sparate le cazzate che volete ma fatelo con impegno, dirigetevi verso un percorso tutto vostro, impegnatevi al confronto e mettetevi in discussione, sporcate le certezze, svaccate i sacri testi, leggete, studiate, aprite il cervello e l’orizzonte, assorbite pareri tangenziali e opinioni ortogonali, pensateci su. Cercate la luna e sbertucciate il dito.
Insomma, cosa volete che vi dica, nel mio piccolo, una sola regola, un solo comandamento. Adesso che potete, fate come vi pare ma provateci. Provateci a essere migliori.
E che vi esca il sangue dal naso per lo sforzo.
Questo e uno dei motivi che mi ha fatto deidere di lasciare il meraviglioso mondo dui twitter che mi permetteva di leggere idee pensieri ancxhe se non scrivevo niente ! Ci sono troppi “peccatori” che grazie hai media hanno deciso di iscrivèrsi e cercare “escrementi” senza avere la cortezza di avere uil sacchetto per raccoglierla essendo loro i primi a farne di qui e di la a casaccio !
Capisco quello che intendi… Ciao
Splendido!
Grazie, sei gentile
Mi piace molto il tuo pensiero e lo condivido, anche se spesso è difficile capire quello che gli altri dicono, ma occorre un po’ di pazienza se veramente si vuole comunicare…Talvolta mancano le parole per descrivere cose semplici, altre volte è difficile trovare le parole per descrivere cose
complicate…Come giustamente tu dici, il tempo per strutturare un pensiero è la variabile da cui dipende il risultato, ma, come a volte mi capita, assistere a personalissimi brain-storming è assolutamente divertente, sempre che rispettino un profilo corretto dal punto di vista della netiquette.
Tu parli di certe cose perchè “ti va così”, ma credo sia il comune denominatore di chi si approccia al social network, l’unica arma che abbiamo per poter discriminare (passami il termine) è decidere chi seguire e chi no in base all’affinità che presumiamo ci leghi a determinate persone, mediata da ciò che scrivono…
Dietro quei 140 caratteri c’è una storia per (quasi) ognuno di coloro che li scrive, tentare di essere migliori come tu auspichi è sicuramente il valore aggiunto a ciascun pensiero.
Dal canto mio @asinomorto e @staserabrodino forever ;-D !!!!!!!!!!!!!
io adoro i tuoi tweet
x quanto riguarda i miei, sono pochi, pigri e non seguono (quasi)mai il trend del giorno (vedi scomparsa Wislawa o Tabucchi o Giornata della Poesia)
Non sarò mai una superblogger, nè una multitasker che twitta con la destra mentre lavora o cucina. Non ho nè avrò mai un account Istagram,e non sono nemmeno brava a scattare foto…
…forse dovrei ritirarmi dal web e rintanarmi in un angolino in punizione..
Ma no, ma no… Ognuno usa il mezzo come preferisce, giusto ? E poi c’è il vantaggio che non bruci la cena a causa dell’ultimo TT
Grazie mille
Ma meglio ancora se potete lasciare stare twitter che a scrivere frasi brillanti o meno si è fine a se stessi.Mentre un articolo come questo no
qui davvero si da il meglio di sé e lo si lascia ai posteri
e lo dimostra l’autore…complimenti!
non capiranno ma una carezza la si accetta sempre
P.s. Sempre se potete stasera a ritorno da casa date una carezza ai vostri figli e dite che ve l’ha dato nessuno
Grazie mille… Seguo senz’altro il consiglio…
purtroppo è lo scotto che una comunità virtuale paga nel momento in cui è aperta a tutti.
da un lato, obietterai (ma come darti tortom del resto), l’assenza di limiti favorisce lo scambio di idee e di esperienze tra persone diverse che provengono da situazioni sociali, culturali, economiche ed in generale di vita, differenti, sicché ci si dovrebbe giovare di questo incontro e viverlo come un modo per poter crescere.
dall’altro, l’eccesso di diffusione privo di limitazioni di alcuna sorta porta molti (certo non tutti) a fare un uso distorto e sbagliato di questo strumento, spesso esasperandolo al punto tale da dar luogo ad una regressione che ad un vero progresso.
no, non sto dicendo che debbano esserci preclusioni, ma, più semplicemente, che non tutti sono in grado di gestire la loro libertà di espressione, tanto da dimenticare che noi (anche quando non ci mettiamo nome e cognome) siamo anche ciò che scriviamo e gli altri leggono.
non dobbiamo essere tutti intelligenti, tutti superfighi, tutti supergnocchi, ma perché s’avverasse il tuo proposito, rectius speranza, basterebbe avere un po’ di buon senso e soprattutto evitare d’essere in rete come non si sarebbe (o almeno non ci si mostrebbe) nella realtà (non virtuale, intendo).
ma, il filtro creato dal pc, consente di liberare una parte repressa, di riversare in rete le proprie frustrazioni, le proprie debolezze, finendo per cercare qui conferme che magari altrove non si hanno.
è il caso di chi crea dei personaggi che sono sopra le righe e, magari, nella realtà è una persona che china la testa e sta zitta.
è il caso di chi mette foto che ne ritraggono zone intime, indumenti intimi e, poi, si chiede perché l’altra persona non ha scorto la profondità dell’animo…non rendendosi conto che in quel modo ha scoperto sì qualcosa, ma è solo l’attaccatura dei seni o delle natiche (non male, in alcuni casi, anche questo).
è il caso di chi manca di coraggio per mostrarsi com’è realmente, di chi è povero di argomenti allora googleggia un po’ e scrive ciò che sa troverà accoglimento tra la massa.
rari- e sottolineo- rari sono coloro che varrebbe la pena di leggere e seguire, per poter crescere, senza smarrire noi stessi.
però, se sarann rare un motivo ci sarà.
perdona il mio post, ma è un tema al quale sono sensibile, specie alla luce del fatto che ogni giorno leggo centinaia di messaggi nel sito giuridico che gestisco insieme ad altri.
la diffusione di uno strumento favoloso (qual è internet) soffre della volgarizzazione, indotta da quanti o perché non ci arrivano o perché non vogliono arrivarci ad uso corretto del web, finendo per ripetere, nonché enfatizzare, anche qui quei difetti che la società ha, quei difetti dei quali tutti ci lamentiamo, dai quali professiamo tutti di voler prendere le distanze, ma- come diceva Qualcuno più noto di me- è più facile guardare la pagliuzza nell’occhio altrui, piuttosto che il trave nel proprio.
in sintesi, ci sono casi nei quali limiterei fortemente la libertà d’espressione, perché anche la dignità e la decenza sono valori non meno inportanti della prima.
saluti solidali,
nongiocopiù
ps. ho scritto di getto e senza rileggere, spero di non aver commesso errori o salti logici.
Credo che si stia un po’ pagando l’immaturità dei nuovi modelli, che effettivamente oscillano tra abissi imbarazzanti e vette luminosissime…
C’è quella teoria del vetro rotto. Se rompi una finestra in un quartiere e non la aggiusti, dopo un po’ il quartiere sarà pieno di finestre rotte.
Vale anche il viceversa però, se metti delle belle tende alla finestra, qualcuno seguirà il tuo esempio.
Per dire che, ognuno nel suo piccolo, sulla rete, almeno sulla rete, bisognerebbe provare a dare il buon esempio e fare del proprio meglio per aggiustare tutte le finestre rotte, in modo da potersi godere le belle tende che ci stanno dietro…
Metti mai che funziona…
Ciao e grazie del commento.